È presente naturalmente in natura.
A partire dall'infinitamente piccolo (vedi gli elettroni per dirna una).
È un qualcosa che aumenta la coesione del sistema e accresce indefinitivamente la possibilità di successo.
Leggasi sistema come oggetto osservabile generico (potrebbe essere un progetto, una persona, uno Stato etc etc)
Eppure una delle regole che permette alla regola stessa di farsi norma è la scomoda eccezione.
Questo principio d'identità spesso è totalmente assente (laddove non addirittura applicato al contrario) nella cosiddetta famiglia.
Sono arrivata a desiderare in modo indicibile anche solo la semplice condivisione di un principio politico, piuttosto che un'interpretazione storica o un generalissimo modus operandi qualunque durante un quotidiano pranzo in famiglia.
Sarebbe stato bello qualche volta non sentirmi sempre la particella impazzita del sistema e poter aderire al rinnovo cellulare con la serenità del "Siamo tutti lo stesso a qualunque Stato di qualunque mondo apparteniamo e per questo insostituibili"
(Seguire il filo del discorso con l'aiuto della fisica quantistica)
Diciamo che sarebbe stato bello qualche volta non sentirsi così diversi.
E così soli.
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About me
- .m.
- che poi a descriversi si fanno solo delle gran figure di merda, sempre.
lunedì 29 giugno 2009
giovedì 25 giugno 2009
mercoledì 24 giugno 2009
The best of
Avviene regolarmente.
Con pochissime eccezioni su migliaia di casi.
Le statistiche ci permettono di definire questa situazione ed ergerla a norma generica.
Con pochissime eccezioni su migliaia di casi.
Le statistiche ci permettono di definire questa situazione ed ergerla a norma generica.
In un modo o nell'altro i parenti riescono a far emergere la parte peggiore presente in 'ciascheduno'.
Esattamente come quando si sta al volante di un mezzo.
La stessa stessa cosa.
Con la stessa energia compressa.
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martedì 23 giugno 2009
'Ciò che non è vietato è obbligatorio'
Di base l'idea mi elettrizza, mi carica, ma superando gl'iniziali entusiasmi dovuti ecco che mi piego a stento:
m'irrigidisco.
Ho sempre pensato di essere un'isola.
(Qualcuno cambia radicalmente la propria esistenza. Qualcuno lo fa in nome di un progetto comune. Qualcuno rende possibile l'altrimenti inimmaginabile. Quando ciò accade il precedentemente noto e l'adesso si uniscono in un tempo continuato e creativo)
Ciò non toglie che ho paura:
di non essere all'altezza -eheheh!- di una vita normale.
Vado a letto presto per far dormire le ansie (in modo che non si stressino)
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m'irrigidisco.
Ho sempre pensato di essere un'isola.
(Qualcuno cambia radicalmente la propria esistenza. Qualcuno lo fa in nome di un progetto comune. Qualcuno rende possibile l'altrimenti inimmaginabile. Quando ciò accade il precedentemente noto e l'adesso si uniscono in un tempo continuato e creativo)
Ciò non toglie che ho paura:
di non essere all'altezza -eheheh!- di una vita normale.
Vado a letto presto per far dormire le ansie (in modo che non si stressino)
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sabato 20 giugno 2009
Resta, laura
- luce accecante verde di rumori striduli e soffocati -
Sono triste da morire, dice laura piegata in due, sono triste che ad ogni respiro potrebbe cedere...
Laura ma che dici?laura? Guardami laura e rispondi che c'è?
C'è che non dovrebbe esserci, c'è che è sempre così, c'è che quando si nasce male...
Laura ancora? (schiaffo)LAURA!!
Fammi sparire, portami via, salvami, uccidimi, ma così no...
(schiaffo)LAURA!!! Guardami, cazzo! Smetti di cedere e respira! Laura sei come sei e non c'è giusto o storto, sei come sei e continua ad esserlo, ma resta.
Non ce la faccio, non così... Così è come non voglio, non voglio stare male, voglio sorridere, amo il sole, non voglio nascondermi e temere le ombre e le parole dette nei modi sbagliati, voglio respirare leggera, semplice. Voglio vivere...
... E allora resta laura, resta con me, resta.
Così non riesco, così non voglio, perché mi piacerebbe che mi volessero bene, ma sono io la prima a non volergliene. Loro sono il mio peso, da sempre e da 6 anni sono anche la mia dolorosa ira. Così non... posso stare, così.
Laura sono io il tuo bene semplice, con me sono sorrisi al sole e salti fra i sassi, con me sei come sei, mica diversa o storta, così come sei che sei la mia fortuna. Resta, laura, resta.
(abbraccio)
- buio in sala e silenzio morbido -
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Sono triste da morire, dice laura piegata in due, sono triste che ad ogni respiro potrebbe cedere...
Laura ma che dici?laura? Guardami laura e rispondi che c'è?
C'è che non dovrebbe esserci, c'è che è sempre così, c'è che quando si nasce male...
Laura ancora? (schiaffo)LAURA!!
Fammi sparire, portami via, salvami, uccidimi, ma così no...
(schiaffo)LAURA!!! Guardami, cazzo! Smetti di cedere e respira! Laura sei come sei e non c'è giusto o storto, sei come sei e continua ad esserlo, ma resta.
Non ce la faccio, non così... Così è come non voglio, non voglio stare male, voglio sorridere, amo il sole, non voglio nascondermi e temere le ombre e le parole dette nei modi sbagliati, voglio respirare leggera, semplice. Voglio vivere...
... E allora resta laura, resta con me, resta.
Così non riesco, così non voglio, perché mi piacerebbe che mi volessero bene, ma sono io la prima a non volergliene. Loro sono il mio peso, da sempre e da 6 anni sono anche la mia dolorosa ira. Così non... posso stare, così.
Laura sono io il tuo bene semplice, con me sono sorrisi al sole e salti fra i sassi, con me sei come sei, mica diversa o storta, così come sei che sei la mia fortuna. Resta, laura, resta.
(abbraccio)
- buio in sala e silenzio morbido -
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venerdì 19 giugno 2009
Ah, quella volta! Ah, piccole zampette mie... !
Il tempo sfuma e gratta e converte i contorni in una strana nebbia.
Come se i lineamenti si muovessero, invece di restar saldi sul viso.
Quando la rabbia si aggroviglia l'unica soluzione positiva e stare fermi, attendere.
Senza colpo ferire.
Come quando ti viene voglia di una sigaretta e te la fumi dentro la testa, per non accenderla davvero, per non bruciare niente.
Per lasciare in pace la cenere.
Che tutti noi si torna cenere, poi.
E c'è questa cosa del tempo che gratta e quanta polvere fa attorno alle cose...
(Quando parli sottovoce è più facile ammettere e confessare, quasi tu non stessi dicendo proprio tutto)
E anche solo per aver trascorso qui dieci minuti ad accartocciar parole come stracci sporchi il tempo mi ha dato un graffio di tregua.
(Il sistema si regge sui non-detti espliciti: non dico per indurti a dire qualche altro non-detto e poi è scambio di assoluzioni reciproche. Ed è un sistema di merda, nato con la finanza, all'epoca dei Comuni. Il sistema è modificabile?)
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Come se i lineamenti si muovessero, invece di restar saldi sul viso.
Quando la rabbia si aggroviglia l'unica soluzione positiva e stare fermi, attendere.
Senza colpo ferire.
Come quando ti viene voglia di una sigaretta e te la fumi dentro la testa, per non accenderla davvero, per non bruciare niente.
Per lasciare in pace la cenere.
Che tutti noi si torna cenere, poi.
E c'è questa cosa del tempo che gratta e quanta polvere fa attorno alle cose...
(Quando parli sottovoce è più facile ammettere e confessare, quasi tu non stessi dicendo proprio tutto)
E anche solo per aver trascorso qui dieci minuti ad accartocciar parole come stracci sporchi il tempo mi ha dato un graffio di tregua.
(Il sistema si regge sui non-detti espliciti: non dico per indurti a dire qualche altro non-detto e poi è scambio di assoluzioni reciproche. Ed è un sistema di merda, nato con la finanza, all'epoca dei Comuni. Il sistema è modificabile?)
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giovedì 18 giugno 2009
Surroga
Subbuglio tecnico e lassismo.
O meglio: pressapochismo.
Come se la parte contraente dovesse restare a qualunque costo all'oscuro di tutto.
O meglio: di molto del tutto.
Ma se malauguratamente chi contrae ha la vista lunga ecco che chi stipula presenta subitaneo un conto salato, ma di ben poco gusto.
Poiché pressapoco i mutuatari non hanno altro per la testa: evitare che l'acqua superi il collo senza toccare il fondo.
E firmano e firmano e firmano.
Arriveranno i tempi della resa dei conti.
Fatte le debite differenze, si riscuoteranno gli utili.
Intanto si bonifica, si ripara, ricostruendo laddove qualcosa ha ceduto, edificando nuove finestre su questo Sole di buona lena.
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O meglio: pressapochismo.
Come se la parte contraente dovesse restare a qualunque costo all'oscuro di tutto.
O meglio: di molto del tutto.
Ma se malauguratamente chi contrae ha la vista lunga ecco che chi stipula presenta subitaneo un conto salato, ma di ben poco gusto.
Poiché pressapoco i mutuatari non hanno altro per la testa: evitare che l'acqua superi il collo senza toccare il fondo.
E firmano e firmano e firmano.
Arriveranno i tempi della resa dei conti.
Fatte le debite differenze, si riscuoteranno gli utili.
Intanto si bonifica, si ripara, ricostruendo laddove qualcosa ha ceduto, edificando nuove finestre su questo Sole di buona lena.
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domenica 7 giugno 2009
Il mare ha le giuste misure
Con un cielo vasto e il vento a suonare le onde.
Con quel profumo di selvatico e sale che scuote i capelli e le ciglia.
Con quel suono che sembra un rombo a coprire tutto e a dire basta.
Sì, basta con le cazzate.
Basta con i minuzzoli tenuti a peso d'oro.
Di fronte a questa natura tutto scorre e l'uomo riprende la giusta misura:
Né troppo grande, né troppo piccolo.
Ringrazio per i miei due occhi e per le gambine corte che mi portano in giro e per le manine che sanno accarezzare e costruire e mantenere.
Di fronte al mare lo stomaco si rimette piano e smette lo spigolo.
Chino il capo e con il respiro fondo e tondo ringrazio.
Di sorriso.
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Con quel profumo di selvatico e sale che scuote i capelli e le ciglia.
Con quel suono che sembra un rombo a coprire tutto e a dire basta.
Sì, basta con le cazzate.
Basta con i minuzzoli tenuti a peso d'oro.
Di fronte a questa natura tutto scorre e l'uomo riprende la giusta misura:
Né troppo grande, né troppo piccolo.
Ringrazio per i miei due occhi e per le gambine corte che mi portano in giro e per le manine che sanno accarezzare e costruire e mantenere.
Di fronte al mare lo stomaco si rimette piano e smette lo spigolo.
Chino il capo e con il respiro fondo e tondo ringrazio.
Di sorriso.
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ed io rispondo

mi si chiede.
e rispondo.
sto costruendo, sono nel pieno di un nuovo Inizio, ed è una sensazione che dovrebbero provare tutti almeno una volta nella vita.
non ho tante parole, questo è vero.
sono nel Tempo delle Azioni.
ma sempre con un occhio rivolto alle stelle ed uno ai miei soliti amati sassi.
mi si chiede.
ed io rispondo.
non amo lasciare le cose incomprese e sospese.
per questo rispondo.
è vero che appena ho due minuti liberi invece di scrivere due righe come facevo prima, leggo e provo a far foto.
è vero che poi leggo tutti libri che invece di intrattenermi mi lasciano qualcosa in più, anche solo una nuova angolazione su certe piccole cose.
è vero che poi le parole che leggo mi fanno vanire ancora più voglia di stare zitta e attenta attena mentre faccio click col mio amato indice destro.
mi si chiede.
e rispondo, sì.
da quest'isola che sto vivendo sotto un'altra luce.
non è vero!
non è un'altra luce, ho solo cambiato paio di occhiali.
ho smesso di sentirmi vicina a kant, ecco.
ma non ho mica finito di infastidirmi, di arrovellarmi per trovare le piccole soluzioni quotidiane ai grandi dilemmi (rosso o ambra?legno o pietra?), di essere la solita scassamaroni professionale.
mi porto dentro, però, a differenza forse da chi preferisce non rispondere quando gli si fanno delle lecite domande, un piccolo involucro di carta velina, contiene quell'aroma che sa di amaro, quell'ombra oltre le ciglia che non mi permette di sprecare il tempo e le possibilità, non più del necessario
(ci sono quelle volte in cui sprecare è necessario)
e quell'aroma seppur pesante e invadente certe volte mi spinge avanti passo dopo passo su questa mia nuova Isola:
che la mia Vita sia un continuo ringraziare.
non vuoi rispondermi?
bene, anche le non risposte sono risposte.
talvolta più chiare di chissà quali giri di parole.
ma se mi si chiede.
io rispondo, semplice.
e ascolto questa Splendida Oh My Lord e me la canto a labbra serrate e ringrazio anche per ogni grammo di Dolore:
non ne lascerò andar via nemmeno una goccia invano.
Be mindful of the prayers you send
Pray hard but pray with care
For the tears that you are crying now
Are just your answered prayers
giovedì 4 giugno 2009
l'erba di casa mia o quella sempre più verde del vicino?

non c'è problema cari miei:
anche il vicino sono io.
nel senso che non ho vicino.
o anche: che mi vivo vicino.
che significa, in fondo, che l'erba è sempre quella.
con la ghiaia ad impedire stolti e impudenti smottamenti.
lunedì 1 giugno 2009
Elementi
Random
Pensieri spersi a caso, che saltano da un emisfero all'altro.
Trattenere sempre il piccolo grumo che saprebbe farsi tempesta in qualunque istante.
E stringere forte i denti rimasti, tutti, stringerli tutti.
A far coraggio, a dar forza.
I denti
Sembra invece che cedano, che si stacchino, questi benedetti denti:
Non reggono lo spazio del vento?
Non sanno respirare certo impeto salubre?
C'è una peculiarità tutta femminile che porta alla cosiddetta distruzione: delle cose in quanto sostantivo generico omnicomprensivo, quindi denti compresi (vedi elementi di sostegno)
C'è questa attitudine quindi che porta all'erosione rapida anche di quelle situazioni che saprebbero essere pressoché idilliache.
E nasce quasi sempre da ventre di donna:
Dà la vita ma la soffoca anche, non sempre, ma spesso.
Fra questi tronchi da dipingere di calce, ho lo spazio per osservare e procedere il più salda possibile, nonostante i solchi e mi dico a denti stretti (quelli rimasti) che stupide le donne, che stupide quando si convincono di dover prendere decisioni d'esiziale portata e 'fanno' le donne, invece di 'esserlo', senza troppi giri.
E trattengono gli animi.
Bloccano sbocchi.
Distruggono quelli che potrebbero essere pilastri di sostegno.
Questi elementi che temono la stretta di mano:
Quella che di certo non strozza, bensì sorregge.
Ci sono momenti in cui capisco quanta Forza occorre agli Uomini al fianco di certe donne.
E sento di esserlo anche io, un po' Uomo, in un involucro di donna.
(Che la tua mano non ceda sotto i miei colpi, che contrasti certi smantellamenti)
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Pensieri spersi a caso, che saltano da un emisfero all'altro.
Trattenere sempre il piccolo grumo che saprebbe farsi tempesta in qualunque istante.
E stringere forte i denti rimasti, tutti, stringerli tutti.
A far coraggio, a dar forza.
I denti
Sembra invece che cedano, che si stacchino, questi benedetti denti:
Non reggono lo spazio del vento?
Non sanno respirare certo impeto salubre?
C'è una peculiarità tutta femminile che porta alla cosiddetta distruzione: delle cose in quanto sostantivo generico omnicomprensivo, quindi denti compresi (vedi elementi di sostegno)
C'è questa attitudine quindi che porta all'erosione rapida anche di quelle situazioni che saprebbero essere pressoché idilliache.
E nasce quasi sempre da ventre di donna:
Dà la vita ma la soffoca anche, non sempre, ma spesso.
Fra questi tronchi da dipingere di calce, ho lo spazio per osservare e procedere il più salda possibile, nonostante i solchi e mi dico a denti stretti (quelli rimasti) che stupide le donne, che stupide quando si convincono di dover prendere decisioni d'esiziale portata e 'fanno' le donne, invece di 'esserlo', senza troppi giri.
E trattengono gli animi.
Bloccano sbocchi.
Distruggono quelli che potrebbero essere pilastri di sostegno.
Questi elementi che temono la stretta di mano:
Quella che di certo non strozza, bensì sorregge.
Ci sono momenti in cui capisco quanta Forza occorre agli Uomini al fianco di certe donne.
E sento di esserlo anche io, un po' Uomo, in un involucro di donna.
(Che la tua mano non ceda sotto i miei colpi, che contrasti certi smantellamenti)
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