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che poi a descriversi si fanno solo delle gran figure di merda, sempre.
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giovedì 26 febbraio 2009

Carnem levare

0 cra cra

vedo tanti che si chiedono che maschera, che abito indossare.
che vestimenta insoliti:
per santificare questo carnevale.
e mi dico poi quanti problemi, che ci vuole?
e così pensando ho attraversato lo specchio accanto all'ingresso della camera più a sud-ovest e ho visto l'arancio.
e non è il tramonto sardo di oggi.
ma calze e maglia: arancio cotto di gusto.

e sorridendo tra me e quell'altra me:
ecco perché non ho la smania del carnevale, il mio tuttiggiorni ha già abbastanza libertà di travestimento.
non ho limiti d'habitus.

oggi sono triste allegramente.








venerdì 20 febbraio 2009

Tutti morimmo a stento

1 cra cra

Ho licenziato Dio
gettato via un amore
per costruirmi il vuoto
nell'anima e nel cuore.

Le parole che dico
non han più forma né accento
si trasformano i suoni
in un sordo lamento.

Mentre fra gli altri nudi
io striscio verso un fuoco
che illumina i fantasmi
di questo osceno giuoco.

Come potrò dire a mia madre che ho paura?

Chi mi riparlerà
di domani luminosi
dove i muti canteranno
e taceranno i noiosi

quando riascolterò
il vento tra le foglie
sussurrare i silenzi
che la sera raccoglie.

Io che non vedo più
che folletti di vetro
che mi spiano davanti
che mi ridono dietro.

Come potrò dire la mia madre che ho paura?

Perché non hanno fatto
delle grandi pattumiere
per i giorni già usati
per queste ed altre sere.

E chi, chi sarà mai
il buttafuori del sole
chi lo spinge ogni giorno
sulla scena alle prime ore.

E soprattutto chi
e perché mi ha messo al mondo
dove vivo la mia morte
con un anticipo tremendo?


Come potrò dire a mia madre che ho paura?

Quando scadrà l'affitto
di questo corpo idiota
allora avrò il mio premio
come una buona nota.

Mi citeran di monito
a chi crede sia bello
giocherellare a palla
con il proprio cervello.

Cercando di lanciarlo
oltre il confine stabilito
che qualcuno ha tracciato
ai bordi dell'infinito.

Come potrò dire a mia madre che ho paura?

Tu che m'ascolti insegnami
un alfabeto che sia
differente da quello
della mia vigliaccheria.

Cantico dei drogati


Gli arcobaleni d'altri mondi hanno colori che non so
lungo i ruscelli d'altri mondi nascono fiori che non ho.


Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.

Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un'altra estate.

Anche la luce sembra morire
nell'ombra incerta di un divenire
dove anche l'alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.

Ma tu che vai, ma tu rimani
anche la neve morirà domani
l'amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino.

La terra stanca sotto la neve
dorme il silenzio di un sonno greve
l'inverno raccoglie la sua fatica
di mille secoli, da un'alba antica.

Ma tu che stai, perché rimani?
Un altro inverno tornerà domani
cadrà altra neve a consolare i campi
cadrà altra neve sui camposanti.

Inverno

Ciao Sbringo.





mercoledì 18 febbraio 2009

febbraio sardo

7 cra cra


di sole.
ho raccolto asparagi.
coi cani.
di sole, un febbraio così restituisce piccoli gialli.
non lascerò che i barbari mangino i fiori di quest'isola.

(le parole però aspettando il caldo, ancora si accucciano)








venerdì 13 febbraio 2009

before you start

3 cra cra


cerco di capire che tipo di cenere abbiano scelto di essere.
provo a controllare sul fondo del barattolo del generico:
nemmeno un briciolo.
eppoi ore e ore a bocca aperta:
ma solo fiato, non una parola.

forse le vocali sono volate rondini verso i paesi caldi.
aspettano il sole per tornare.
(oggi è spleen)





domenica 8 febbraio 2009

In the Mood

2 cra cra


a volte si sentono musiche per aria, si sentono fra i fumi alcoolici di circoli e piccole sedie e sgabelli in plastica.
si sentono e il ginocchio tiene il tempo irrefrenabile con la mano a pacca sulla cosce e il piede che Pat!Pat! tamburella il pavimento.
e ti sfugge, e lo stavi ascoltando ad orecchie attente ma con la mente altrove giorni prima.
e ti sfugge il nome.
ed è contagioso quando la memoria si stanca, al tavolo nessuno ricorda ma tutti ballano seduti e ritmati.
e quel suono di jazz.
quel suono di glenn miller.

meno male che poi, il giorno dopo, c'è chi si ricorda
^_^



mercoledì 4 febbraio 2009

Show me your hand

4 cra cra

Rospo, Quintorigo
Solo un momento
un po’ di tempo per me
nel mio mondo inutile
il tuo sorriso mi disgusta

Sono contento
di essere infelice
si apre il sipario ma
non credere
io non so fingere
io non so fingere

Libero dentro
io non esco da me
sono chiuso in gabbia ma
prendimi
prova a prendermi
sì, prova a prendermi

Show me your hand
non sarei più lo stesso
Show me your hand
prova a ridere adesso
Show me your hand
non mi fermare adesso
Show me your hand
non puoi toccarmi dentro

Libero dentro
un mondo di favole
vittima di un incantesimo
baciami
sì, ho detto baciami
voglio tornare ROSPO

Show me your hand
voglio tornare ROSPO
Show me your hand
superficialità mediokrità successo
Show me your hand
non mi fermare adesso
Show me your hand
non puoi toccarmi dentro

Show me your hand
voglio tornare ROSPO
Show me your hand
moralità formalità già dato
Show me your hand
non mi fermare adesso
Show me your hand
ipokrisia televisiva conati
Show me your hand
non mi fermare adesso
Show me your hand
non puoi toccarmi dentro




avevo scordato quanto mi piaceva questa canzone, avevo dimenticato cosa significa poter dire:
mmh, se stasera non vengo al concerto perché ho sonno e posso dormire, facciamo per la prossima volta?
avevo scordato quanto è bello ascoltare musica e cantare per casa e sentirsi in pace con se stessi.
senza ritardi ai limiti, senza rospi da sputar fuori o cose di questo tipo, lo sapete a cosa mi riferisco.

ieri, poi, soru alle scuderie, qui a bologna, mi ha fatto venire voglia di crederci.
che è possibile.
e ascoltare questo Rospo mi fa sentire che anche stanotte dormirò profonda e con la mente a posto.
al suo posto.
è bello riposare dopo aver fatto il proprio dovere
=)





lunedì 2 febbraio 2009

And the tenderness I feel will send the dark underneath

2 cra cra


The rip, Portishead
As she walks in the room
Scented and tall
Hesitating once more
And as I take on myself
And the bitterness I felt
I realise that love flows

Wild, white horses
They will take me away
And the tenderness I feel
Will send the dark underneath
Will I follow?

Through the glory of life
I will scatter on the floor
Disappointed and sore
And in my thoughts I have bled
For the riddles I've been fed
Another lie moves over

Wild, white horses
They will take me away
And the tenderness I feel
Will send the dark underneath
Will I follow?

Wild, white horses
They will take me away
And the tenderness I feel
Will send the dark underneath
Will I follow?



si avvicinano a volte le rive, nei momenti in cui meno riesci a scorgerle
si avvicinano, candide di salsedine
e fronde.