(da dentro Le Centre Georges Pompidou, Parigi, 5 Marzo 2009, si vede che ho scattato in Raw? ^_^)ho scoperto che c'è una teoria cosiddetta dei perché (5 Whys):
(da wikipedia)
Cinque Perché (5 Whys) è un metodo che consente di esplorare le relazioni di causa-effetto per un problema ponendosi una semplice domanda. Il fine di applicare le cinque domande è quello di determinare la radice del problema o del difetto.
Si postula che cinque iterazioni siano sufficienti ad identificare la causa del problema. Il vero elemento chiave è di incoraggiare l'analista ad evitare assunti e tranelli logici, ma di concentrarsi la catena di causalità in incrementi diretti dall'effetto attraverso vari livelli di astrazione fino alla causa originaria.
Per evitare o ridurre i rischi di errore, prima di procedere a chiedersi il "perché" successivo, è consigliato verificare subito al volo la risposta.
è certo importante, mi dico, porsi i 'giusti' perché.
ovvio!
ma dall'interno della situazione problematica, da dentro dentro quel tunnel che sembra infinito coi suoi archi sulla nostra testa, come facciamo ad essere effettivamente sicuri di avere forza coraggio e sincerità razionale per porci i 'giusti' perché?
ieri, insieme ad una delle Donne più belle che il cielo mi ha messo accanto, si chiacchierava in una libreria ed ecco che un libro mi è piovuto agli occhi:
Guarire coi perché, Robin Norwood
mi rendo conto che è qui che si sviluppa la capacità dell'essere umano di differenziarsi dagli altri esseri viventi:
la coscienza della situazione che si sviluppa in concomitanza con la forza di volontà e l'intelligenza che ci permettono di essere noi stessi gli specchi in cui osservare i difetti da correggere per poter poi diventare a nostra volta lo specchio degli altri.
ci sono sempre dei fili che ci uniscono, talvolta ricami delicati e irripetibili, talvolta cuciture sghembe, come quelle sulle toppe delle giacche proprio sui gomiti, talvolta sono orli a vista e importanti, talvolta sono nascosti ed eleganti.
non riesco ancora a capire perché questi fili debbano trasformarsi in nodi contorti, in certi casi.
non riesco ancora a capire perché da qui, dentro uno dei miei tunnel (che ho avuto la fortuna nella mia 29enne vita di avere varii tunnel dei perché) le cose, tutte, mi appaiano invero così semplici.
e oggi c'è un forte vento, qui in Brianza.
forte.
ed ora comincio a leggere il libro della Norwood.


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