
sono riusciti a rubarmi tutto, a parte il pc e la D70, ma in questa città sporca e puzzolente mi hanno rubato tutto e ripetutamente:
il cellulare appena comprato, non ancora pagato
la bici nuova presa con il primo stipendio da 'bibliotecaria civile'
una giacca
una sciarpa
una pashmina
un quotidiano spagnolo di cui avevo letto solo la prima pagina
svariate penne e matite colorate
varie ed eventuali
il portafoglio con tutti i documenti possibili e plastificabili
i soldi freschi di bancomat.
i soldi per un'intera settimana di commissioni per la tesi
compreso un fine settimana in allegria, si spera
che schifo!
ma cosa sta succedendo a bologna?
che fine ha fatto la tranquilla cittadina rossa e gialla?
puf!
annegata nel piscio dei punkabbestia.
affondata nella merda dei loro poveri cani che subiscono l'inutilità dei loro padroni maledetti.
ricoperta dai residui tossici e melmosi di tutti coloro che hanno solo cercato di mungere l'enorme vacca degli studenti emigrati da un povero sud bastardo:
succhiati fino all'ultima goccia, senza nemmeno un grazie in cambio.
e tutte le cazzate burocratiche che dovrò superare per duplicare quei pezzetti plastificati che ti danno un'identità con potere (!) d'acquisto.
ahahahah!
che splendida illusione la vita sociale!
ne ho le scatole piene!
voglio un triangolo d'isola tutta mia!
voglio una bimba a cui leggere le poesie di montale mentre dorme, una piccola casa con giardino piena di gatti e fiori e alberi.
tanti libri e musica e film.
il mare che mi fa la ninna nanna.
voglio il vento a bussare sulle persiane in vecchio legno.
e voglio giorni tranquilli, fuori dal mondo degli altri.
e dentro il mio, con le mie piccole piccole cose.
voglio farmi il pane per il pranzo e il minestrone con le verdure dell'orto zappate da me, a cena.
e un abbraccio che sia sostegno gioco e condivisione.
voglio un'anguria intera e fresca da mangiare all'ombra della veranda, sputando lontani i semi neri.
voglio sporcarmi le suole di terra da scuotere accanto alla porta prima di entrare.
e voglio due occhi buoni in cui rifugiarmi quando piove troppo.
voglio solo respirare serena ad occhi chiusi senza sentire i polmoni pesanti:
di smog
cattivo odore
rumori assordanti
umido grigio
urla e sputi a terra di mille lingue sconosciute, a volte così violente
lattine di birra che rotolano fra i cocci della notte prima
e il vomito di un chi misero che non trattiene gli sbocchi alcoolici.
da questa piccola borsa in cuoio, lavorata a mano, comprata con tanta sorridente gioia ad una bancarella:
alla montagnola si trovano cose d'inestimabile grazia.
eppure da questa borsa, non mi sono accorta nella ressa del cioccofest, tutt'attenta a salvare la D70 dalle grinfie della massa a festa, che mani estranee e leste si rubavano un pezzo della mia vita minuta:
la fototessera di angelo.
il resto si duplica, si recupera.
ma quel minuscolo quadrato di carta fotografica di scarsa qualità non avrà copie:
non ne ho avuto abbastanza cura e preservarla da questa vita di città così ingrata.
(e poi si chiedono perché le cose rotolano giù? beh, anche chi aveva tutto l'incanto in fondo agl'iridi si sta arrendendo ai toni di beige e chi salverà il mondo se si lascia morire quella certa Bellezza?)