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(qua sono io bellissimissima - che me lo dico che qua mi piaccio molto =) - con Emilio, a Samugheo quando i mamutzones ci hanno riempito la faccia di carbone, belli)
ne ho iniziate più con come e che, che non con un inizio da inizio.
detto questo, mi svolgo subito.
sono arrabbiata, molto infastidita.
ho provato a contare tutte le persone che conosco, grandi e piccole, senza distinguere il sesso, che effettivamente non vivono la loro vita sottotono.
non sto a riportare i numeri e i grafici, ma è incredibilmente deprimente vedere come la maggior parte delle persone in ordine:
- non ho il coraggio
- ci sono troppe cose da risolvere
- eh, ma tu sei forte, io devo sopportare
- bisogna avere pazienza finché poi un giorno
- ora no, ma poi vedrai che tutto si sistemerà
- ah, dopo la laurea comincerò a vivere come vorrei fare da una vita
- è impossibile che lui capisca
- inutile parlarci, tanto non ascolta
- prima o poi farò quel viaggio
- sono sicura che adesso devo stringere i denti poi arriveranno momenti migliori
- adesso è così poi si vedrà
- un giorno farò il lavoro che mi piace
ma è possibile che siate un ammasso di rammolliti?
meduse statiche a rigirarsi le chiappe coi talloni, ma come porcodundio potete pensare di migliorare la vostra condizione in un poi, in un prima o poi, in un più in là, se ora adesso qui, nel qui dove siete in questo momento, non cambiate un minimo di qualcosa??
ma come crisshto pretendete di non annoiarmi dopo tutti gli sbattimenti sputa sangue che sapete benissimo mi sono buttata giù a secco senza nemmeno appendermi alle vostre spalle?
ma non vi sentite ridicoli?
e magari siete pure convinti che questo poi vi/ci sia dovuto e che arriverà sicuro, vero?
idioti, cretini che non siete altri!
ma guardatevi attorno, quando è stata l'ultima volta che ci siamo visti?
e quando abbiamo avuto l'ultima volta l'occasione di stare bene?
non avete mai pensato, non vi ha mai sfiorato l'idea che ci potrebbero essere dei poi che non arriveranno mai?
la smettete di rimandare la vostra vita, diocantamale di merda?
rallentate anche me, non per altro.
e il mio tempo, non so il vostro, è molto prezioso, non l'ho mai sprecato e non voglio cominciare adesso.
mi state gonfiando le palle con le vostre indecisioni, le vostre folli preoccupazioni per qualcun altro invece che decidere per voi.
invece che vivere quello che sentite come lo sentite nel momento in cui lo sentite.
mi sentite, stronzi?
ve le sturate le orecchie e la smettete di reggere mani e polsi e piccole palle?
di cosa avete voglia?
di consumare le possibilità?
ah, quanto odio i punti di domanda eppure devo usarli che non ci arrivo a dare un calcio in culo a tutti voi, quindi vi pungo di domande biliose.
ho sempre pensato nel momento in cui ho iniziato a voler bene a chiunque di voi
- non deludermi
ma poi mi ritrovo a scansare pesticidi di posticipi e finti movimenti.
ma è così difficile vivere quello che si sente di volere?
evitando il più possibile compromessi e ipocrisie.
non è una questione di rispetto e sostegno e tutte quelle sensibili mescolanze di roba buona a pararsi il culo.
siete senza palle.
non avete spina dorsale.
vigliacchi.
state lasciando vivere solo me e io sono obbligata a lasciarvi indietro.
questo, volete questo, amici miei bastardi?
rimanere indietro a guardare sul grande schermo come la manu, quella forte, quella che le cose le fa oltre a dirle, se ne va per la sua strada, lei sì.
allora non siamo mai stati amici, solo specchi.
vetro a perdere.
gente adatta al tempo di una serata insieme, ma nulla di più.
non ce lo meritiamo.
coglioni, non rovinate tutto!
e se pensate che io sia una testa di cazzo, va bene, qualunque cosa pur di risvegliarvi un minimo.
i brutti periodi li attraverseremo sempre, sempre.
questo non ci deve impedire di vivere al meglio, che di possibilità abbiamo questo tempo presente, non un poi nebbioloso e stupidamente ipotetico.
smettetela di vivere d'ipotesi.
non aspettate di non poter più fare niente e rimanere con in mano un pugno chiuso di
- se solo avessi la possibilità adesso, se solo lui fosse qui...
siamo attraversamenti pedonali, miei cari, siamo passaggi e oblò.
siamo solo un prestito, perché lasciarci evaporare in nome di qualcosa che ancora non vediamo?
siete tutti, tutti nessuno escluso, persone incredibili.
non vi ho scelto a caso, sono così orgogliosa di voi.
però vi state attorcigliando come vermi schifosi.
come quello che mi ha sempre fatto schifo.
vi state impantanando in fanghiglia puzza, di quella che abbiamo sempre dileggiato con onore.
come mai non combattete?
armistizio?
nooo, svegliaaaa!
mi state facendo passare la voglia di credere che ci sia ancora qualcosa per cui vale la pena.
non vi dico di fare come me, che prendo i treni e scopro che anche a milano c'è il sole e il cielo grande a volte, ma ogni tanto osate.
osate osarvi, che siete belli quando siete vivi.
anche perché a furia di accumulare i miei treni, i tanti cieli e tutto quel vento fra i capelli, i vostri poi saranno per me sassolini fastidiosi che dimenticherò da qualche parte, sott'a una panchina di chissàddove.
che anche se siete minchioni, se iniziate a smetterla con tutto questo immobilismo forzato, ci recuperiamo l'esistenza.
spero di non dovervelo dire un'altra volta.
che alla prossima passo all'azione:
calcinculo di quelli pesi.
mo' voglio vedere, che se vi voglio bene non potete mica lasciarvi andare così, ok?
^_^