(intro d'uso) dopo aver fatto click su completato puoi iniziare. dopodiché, solo dopo di che, puoi finire quello che hai iniziato dopo completato.
(prequel) tentativi ridicoli nella loro ripetizione costante di un tentativo: inserire un'immagine senza cornice da qualche parte, qui, su questa piattaforma. ridicoli per il risultato stesso degli stessi: un buco bianco.
(fatto in sé) al tentativo N ecco che il completato da cliccare sfocia in una conseguenza toccante: l'inizio può cominciare, finalmente!, la foto si visualizza, la piattaforma è stata ragguagliata dei nostri ridicoli tentativi. tutto è bene quel che finisce.
(non ci sarà sequel, non venderemo mai i diritti, nemmeno quando scadranno)
immagine incriminata e soggetto dell'atto iniziale e conclusivo che fungono da introduzione al resto:
questa foto qua, scattata a tunaria, doveva essere il cosiddetto La per tutt'una serie vorticosa e ragguardevole di pensieri in riga. invece i tentativi esposti poco sopra mi hanno snervati e ho dimenticato cosa stava facendo/pensando laura di così interessante da avermi spinto a cercare questo scatto trovarlo per caso e decidere di scriverci su due righe per tre.
saranno gli sproloqui su vaccini e virus A e H e compro una consonante rara che le vocali mi annoiano. (consonante impronunciabile in arrivo) sarà il corpo carbonizzato di Blenda che non sarebbe dovuto piacere a chi poi? a troppi che.
sarà che ho il cervello stanco. sarà che ho bisogno di mare.
andare in piscina mi aiuta a respirare meglio, a sentirmi meno lontana dalla rena, ma mi mancano le onde e il sale.
Far far, there’s this little girl she was prayin' for something to happen to her everyday she writes words and more words just to speak out the thoughts that keep floating inside and she’s strong when the dreams come cos’ they take her, cover her, they are all over the reality looks far now, but don’t go oh oh
how can you stay outside? there’s a beautiful mess inside how can you stay outside? there’s a beautiful mess inside
far far, there’s this little girl she was prayin' for something good to happen to her from time to time there’re colors and shapes dazeling her eyes, tickeling her hands they invent her a new world with oil skies and aquarel rivers but don’t you run away already please don’t go oh oh
how can you stay outside? there’s a beautiful mess inside how can you stay outside? there’s a beautiful mess inside take a deep breath and dive there’s a beautiful mess inside how can you stay outside? There’s a beautiful mess beautiful mess inside
oh beautiful, beautiful
far far there’s this little girl she was prayin' for something big to happen to her every night she ears beautiful strange music it’s everywhere there’s nowhere to hide but if it fades she begs “oh lord don’t take it from me, don’t take it to yourselves”
I guess I’ll have to give it birth to give it birth I guess, I guess, I guess I have to give it birth I guess I have to, have to give it birth there’s a beautiful mess inside and it’s everywhere
so shake it yourself now deep inside deeper than you ever dared deeper than you ever dared there’s a beautiful mess inside beautiful mess inside
(traduzione zoppicante)
Lontano lontano, c’è questa piccola ragazza pregava che qualcosa le accadesse ogni giorno scrive parole e ancora parole solo per portar fuori pensieri che le fluttuano dentro e lei è forte quando arrivano i sogni, perchè loro la prendono, la coprono, sono in ogni dove la realtà sembra lontana ora, ma non andare
Come puoi startene fuori? c’è una bella confusione dentro Come puoi startene fuori? c’è una bella confusione dentro
Lontano lontano, c’è una piccola ragazza pregava che qualcosa di buono le accadesse di tanto in tanto ci sono colori e forme che le abbagliano gli occhi, solleticando le sue mani inventano per lei un nuovo mondo con cieli (pitturati) ad olio e fiumi ad acquerello ma non andartene già ora perfavore, non andare oh oh
Come puoi startene fuori? c’è una bella confusione dentro Come puoi startene fuori? c’è una bella confusione dentro prendi un profondo respiro e tuffati c’è una bella confusione dentro Come puoi startene fuori? c’è una bella confusione bella confusione dentro
Oh bella, bellissima
Lontano lontano, c’è questa piccola ragazza pregava che qualcosa di grande le accadesse ogni notte ascolta una bella e strana musica è dappertutto che non c’è posto in cui nascondersi ma se svanisce, lei implora “oh signore, non portarla lontano da me, non prenderla con te”
Immagino di doverla far nascere farla nascere suppongo, ritengo, credo di doverla far nascere immagino di doverlo fare, farla nascere c’è una bella confusione dentro ed è ovunque cosi
Perciò scuotiti nel profondo ora più in profondità di quanto tu non abbia mai osato più in profondità di quanto tu non abbia mai osato c’è una bella confusione dentro bella confusione dentro
Yael Naim
(ci sono quei momenti che vanno in loop: la testa assorbe. senza quasi filtro, ci si deve proteggere dai propri stessi pensieri. ci sono quei momenti in cui è assai più auspicabile non cercarle le parole, non portar fuori proprio niente, ma lasciar fare alla musica, a quelle forme, a quei colori che abbagliano gli occhi seppur chiusi: è meglio ascoltare, ascoltarsi, senza chiedere, senza chiedersi. e ondeggiare, cullandosi, soli) --- ho bisogno di un nuovo obiettivo: un gruppo di lenti che mi faccia entrare dentro i pulviscoli, un vetro che mi faccia attraversare i confini del piccolo piccolo, dell'infinitesimale e me lo avvicini alle guance, alle ciglia. ho bisogno di un obiettivo macro, inizia a diventare una necessità ---
Quando ogni due pensieri uno è una bestemmia, una parolaccia se l'autocontrollo non è rimasto troppo a lungo aperto fuori dal frigorifero.
Quando poi la giaculatoria maledetta s'intensifica a pensieri alternati.
Quando poi ogni tot di silenzio si dà voce al pensiero.
Quando poi ogni tot di voce ecco l'urlo.
(bestemmia corale)
Ed ecco che vorrei avere solo dei sassi in tasca.
Tanti sassi.
Libero le dita dai pochi anelli rimasti per evitare movimenti inceppati.
Durante il lancio di sassi non ci si può permettere nemmeno una falsa partenza.
Ci sono sempre i sassi degli altri:
pronti a piombarti in testa al minimo segno di cedimento, alla prima esitazione.
Ecco perché tolgo gli anelli (e i bracciali) e non prendo nemmeno la mira: lancio prima che il tempo mi si ritorca contro.
(in questa foto non volevo fare una foto ad una gatto in quanto tale, ma ad uno stato mentale, non so se ci sono riuscita, adesso la faccio sedimentare un po' e poi vedo)
gratta e mugula con il muso serrato a chiudere i denti. gratta e gratta che sbuccia gli ulivi e si sente che nasce in fondo questo bisogno di duro, di artiglio. e dovrei provarci, come lei, sguardo fisso e unghie in fuori: perché sono proprio stanca sotto sotto e la paura di non fare le cose giuste, tutte e bene, a volte m'attaglia e fingo di stare al gioco, ma tremo poi, da dentro, come una foglia.
La corsa verso il successo non accenna a rallentare e non sei disposto a fermarti neppure di fronte all'ostacolo più tortuoso o insormontabile. Il riconoscimento economico per te è importante, ma altrettanto lo è lo scambio emotivo, e non solo nel rapporto intimo. Non preoccuparti se alle persone che frequenti ciò che a te piace può apparire insignificante. Prosegui nei tuoi intenti, come è nel tuo stile, del resto.
e questo è il cazzo di oroscopo per l'Acquario di oggi, per dirla alla francese. e questo è quello che penso: proseguire, al di là delle altrui insignificanze proseguire, al di là di quanto poco rispetto proseguire, che poi i miei intenti, ora come ora, sono i nostri.
quindi una foto con dedica agli insormontabili del caso: suck!
(foto dall'archivio personale del tour parigino dei musei con la mia d70 al collo, lo so, ci sarebbero state moolte altre cose da fotografare, ma tutti a fare le foto fighe, io ho pensato: scatto particolari del cazzo, ecco: passatemi i calembour francesi, eheheh!)
in quei giorni che il cielo è tutto un nuvolo. quando ho scattato questa foto era buio. quando ho scattato questa foto ho aspettato 13 secondi prima di finire il click. e c'è un filo, a lato, vicino agli alberi, che in realtà è un fulmine silenzioso.
quando poi riguardi certi cieli ringrazi gli occhi che li hanno decisi fermi.
Ti potrebbe capitare di desiderare fortemente un momento di pace, di tranquillità; di sentire il bisogno di raccogliersi in te stesso e meditare. Asseconda questo bisogno: facendo chiarezza dentro di sé, spesso, migliorano anche i rapporti con gli altri.
questo il mini oroscopo per qualche Acquario. questo quello che cercavo di dirti ieri.
ci sono momenti in cui solo silenzio. solo silenzio.
quando l'angolo si piega, diventa linea retta? come dire che: se sei al contrario e ti metti al contrario risulti nel verso giusto, per lo più, per i più. pio pio, fa il pulcino. quello che poi lo stritolavi quando gli davi le mollichine di pane, da bambino. già, pio. ma di certo non santo.
da dentro, le cose sono molto più sporche che pie, molto più arrugginite e salate. da dentro, le cose (e le situazioni) sono molto più vecchie, tipo che hanno odore di chiuso, anche vicino alle finestre aperte. da dentro, le cose (e le persone) hanno molte più viti, congegni, ingranaggi, incroci e meno vita. più e meno.
(ma chi cazzo siamo noi italianetti del caspio per dire e ridire qualcosa sugli 'ammerecani' quando loro hanno un presidente e noi un lestofante e tutto il resto della congrega? mi facciamo schifo)
Oggi sopra questo tetto di campagna, una riunione di rondini.
Decidono quale caldo scegliere casa prima dell'arrivo del brutto freddo.
O forse sono solo ad una festa di laurea, ad un compleanno, un'occasione sociale.
é una riunione di rondini questa in piena regola, non può essere una riga di festa.
Anche i gatti da sottinsù guardano coi baffi dritti: sarà mica primavera d'autunno? Forse si chiedono.
Ma quando mai una rondine ha fatto primavera da queste parti... Miei cari felini, questi volatili si stanno solo mettendo d'accordo:
Quale dei cieli d'Africa accoglierà i loro voli acuti e rapidi.
Così le rondini si salvano dall'inverno, valutando insieme la direzione tiepida migliore.
All around me are familiar faces Worn out places, worn out faces Bright and early for their daily races Going nowhere, going nowhere Their tears are filling up their glasses No expression, no expression Hide my head I want to drown my sorrow No tomorrow, no tomorrow
And I find it kinda funny I find it kinda sad The dreams in which I'm dying Are the best I've ever had I find it hard to tell you I find it hard to take When people run in circles It's a very, very mad world mad world
Children waiting for the day they feel good Happy Birthday, Happy Birthday Made to feel the way that every child should Sit and listen, sit and listen Went to school and I was very nervous No one knew me, no one knew me Hello teacher tell me what's my lesson Look right through me, look right through me
And I find it kinda funny I find it kinda sad The dreams in which I'm dying Are the best I've ever had I find it hard to tell you I find it hard to take When people run in circles It's a very, very mad world ... world Enlarge your world Mad world
rientrando da cagliari al buio metallico nell'abitacolo di una decennale utilitaria ho pensato a quante volte l'altro giorno ho smesso di vivere desiderando forte la trasparenza come quella della neve che sparisce in acqua dopo un attimo che la tieni fra le mani. e certi pensieri ti fanno pensare.
e questa versione di jules mi piace molto più dell'originale dei Tears for Fears in cui il cantante sembra non riuscire a bastarsi il fiato, anche se però c'è da ammetterlo: la musica della Lacrime è decisamente più incisiva.
Ne è satura l'aria che gentilmente soffia di vento: come prima di un temporale.
Ogni foglia d'ulivo, d'ogni ulivo, fin'all'ultimo nato storto e inatteso, ha rivolto il proprio verde verso le appena nuvole: presto si scioglieranno e noi dobbiamo essere pronte ad accoglierne il pianto.
Ogni anno, credo di sì, da sei anni, in questo giorno fondo, quell'odore buono di pioggia rasserena il mio mare mesto che ondeggia al centro del torace: il temporale mi rasserena, esatto!, regalandomi un sorriso all'indietro.
Nel senso che:
rovescio il capo, assaporo i colori con gli occhi chiusi, apro tutti i nasi e mi riempio di quasi pioggia, di un pianto che non è amaro, che non è dolce, ma è buono.
Ed è ancora più grande del mio.
(Ed in fondo, in questo giorno fondo, mi sento di dirlo: ringrazio il Dolore che mi rischiara la vista, che mi permette una vita ancora più intensa, moltiplicando sempre tutto per due. Anche le gocce di pioggia)
Giustappunto, ogni cosa, fino alla più piccola briciola di mondo, è conseguente alla scelta che.
E non vale il motto ma io non volevo, no, non vale.
E nemmeno quello de ma io non ce la faccio, no, ancora meno.
Ogni cosa, come una mischia di sassi, porta il suo peso preciso: sia di conseguenza sia di risultato.
Non è questo il momento di lasciar perdere.
Si tratta ancora una volta di capire cosa significa lasciare che le cose siano: il controllo si dirige tutt'intero nel ridimensionamento di questo benedetto ego maledetto che tutto crede che tutto vuole che tutto tutto ma spesso nulla stringe, mica sugli altri e su quell'inutile e malsano tentativo di regolarne pensieriopereomissioni (mea culpa)
(uno scatto col 50mm sull'arenaria di uno dei posti più belli che la mia isola mi abbia mai offerto in dono)
Laura vede restare, mentre lei passa, tutte quelle donne dalla pelle scalza ad attendere l'aria fresca. Sedute, queste femmine, sugl'usci lisci di vecchie case basse, ti guardano rapide proprio in mezzo agli occhi come con un tramonto marino: vista panoramica, nessun dettaglio minimo, ma ottima visione d'insieme. E con quella mano fra i soliti capelli di signora, ti guardano laura che passi curiosa, inconsapevoli dei disegni allungati che le loro ombre lasciano a riposo sotto ai tuoi passi, svelti e attenti, loro, ad ogni sasso.
(per la prima volta da quando un'anima buona mi ha regalato la d70, mi sono tirata dietro la piccola con una sola batteria e scarica: qualche giorno fa, due scatti veloci e l'ho riposta dimenticando di spegnerla. ieri sera dopo una giornata a spirale, distratta, ho preso la fedele nikon, l'ho vestita col 50mm, a festa, e non le ho dato da mangiare una batteria carica... quindi questo piccolo e unico scatto anomalo è stato fatto da un videofonino che cerca di sopravvivere nonostante l'annegamento di due giorni fa)
Alta sui naufragi dai belvedere delle torri china e distante sugli elementi del disastro dalle cose che accadono al disopra delle parole celebrative del nulla lungo un facile vento di sazieta' di impunita' Sullo scandalo metallico di armi in uso e in disuso a guidare la colonna di dolore e di fumo che lascia le infinite battaglie al calar della sera la maggioranza sta la maggioranza sta Recitando un rosario di ambizioni meschine di millenarie paure di inesauribili astuzie coltivando tranquilla l'orribile varieta' delle proprie superbie la maggioranza sta come una malattia come una sfortuna come un'anestesia come un'abitudine
Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria col suo marchio speciale di speciale disperazione e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore di umanita' di verita' Per chi ad Aqaba curo' la lebbra con uno scettro posticcio e semino' il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli con improbabili nomi di cantanti di tango in un vasto programma di eternita' Ricorda Signore questi servi disobbedienti alle leggi del branco non dimenticare il loro volto che dopo tanto sbandare e' appena giusto che la fortuna li aiuti come una svista come un'anomalia come una distrazione come un dovere Smisurata preghiera
proprio ieri mattina pensavo al rosario: a quanto sarebbe magico se ripulito da tutta quell'ambizione, quella perversa ignoranza che ne declama i misteri, le poste, i grani. e poi sono andata a sentire Cristiano De Andrè, a Cagliari, in quell'anfiteatro romano i cui ruderi sono ricovero per capperi e formichine rapide. è stato un concerto prezioso, utile alla riflessione, all'autoindulgenza laddove necessaria perché talvolta si è sassi proprio contro se stessi. sono state lacrime, come di linfa, più che di pianto. e quindi, a proposito del rosario del mio pensiero d'incipit, Cristiano ha deciso per una Smisurata preghiera, per quella canzone che chiude Anime Salve, per quelle parole che dicono tutto quello che c'è da vedere:
"la maggioranza sta Recitando un rosario di ambizioni meschine di millenarie paure di inesauribili astuzie coltivando tranquilla l'orribile varieta' delle proprie superbie"
che a risentirle così vicine, di voce, di pelle, mi sono data una preziosa risposta. inestimabile proprio perché non avevo posto domanda alcuna.
calda, ma il torrido l'abbiamo lasciato per le strade, in viaggio in questa giornata calda, a cuor leggero. sto capendo a livello molecolare quanto il Tempo sia questione di materia, di spazio, più che di momento. il Momento è il movimento. e il movimento concorre a definire lo stato, ergo: siamo in viaggio a livello atomico, nel più profondo dei nostri spazi infiniti. anche in stato di piatta, in effetti, siamo il movimento vitale stesso, in quanto conglomerati di momenti che esistono in tutti i loro spostamenti potenziali possibili.
dopo una giornata così, a sentire ogni passo sulla rena trascorsa, ho il respiro tondo. che sa di buono e cioccolato, o cose simili. e non me ne frega niente di quell'ammasso di omuncoli, di cortecce, di sterpaglia, di cose non meglio definite che formano l'Attrito Universale, altrimenti detto anche: rottura di coglioni.
oggi il mio equilibrio è stato un bel viaggio senza falsi acuti. dopo una giornata così, posso dire senza motivo tangibile di essere felice.
(capopecora, luglio 09, prove di sciaff! evitando gli schizzi sull'obiettivo: difficile, mooolto difficile... sono o non sono un fotoreporter dei miei coglioni?!?)
sono qui perché fondamentalmente non ho niente da dire. sto raccogliendo riposo e fischio alla rabbia che rumina paglia: me ne fotto di quanto mastichi, non mi digerirai facilmente, vaccabestia!
tutto questo perché non mi va di cedere, lo stato di rabbia mi rende così banale, così debole.
sono qui perché non ho un cazzo da dire e sono qui davanti da un bel paio di ore: saluta gli amici, ma come stai?, controlla la posta, per fortuna l'antispam funziona, descrivi minuziosamente la stanchezza senza parole, a che punto sei?, diciamo che sono solo alcune delle non-azioni che friggono il tempo di fronte ad un LCD di ferragosto.
prima di qualunque intuizione, prim'ancora di sapere che è percezione, arriva fulminea l'immagine: sciaff! è così che si procede alla scoperta del mondo.
e pensare ci sarei stata io, credetemi, non aiuta l'immaginario. anzi, è proprio da donnine sciocche montare se e ma come fossero sostegni olimpici, ogni scelta comprende la propria esclusione. amen
(poi a mente libera vi dirò di quanto in italia se non sei fascista DEVI essere comunista e se non sei NEMMENO comunista, diventi pericoloso per la tua ambiguità... e oltre)
" Credi di poter prendere l'universo tra le mani
e renderlo perfetto?
Non penso che si possa fare.
L'universo è sacro.
Non lo puoi perfezionare.
Se lo vuoi cambiare, lo distruggi.
Se lo vuoi possedere, ti sfuggirà.
Così le cose accadono, a volte prima, a volte dopo.
Talvolta respirare costa fatica, altre no.
Qualche volta c'è forza, qualche volta debolezza.
Qualche volta ci si sente trasportare verso l'alto, altre oppressi.
Per questo il saggio evita l'esagerazione,
la dismisura, la soddisfazione di sé. "
(Lao Tse)
Oggi è malinconia in luna calante, ma paziente.
Mi sento colma di gratitudine, seppur sfinita.
Quella foto che mi ha sempre fatto venire la voglia, di leggerlo, di lui, di capirlo nonostante tutte le mie reticenze.
È lì, in piedi sui suoi stivali da quasi soldato, da sempre cacciatore, quella sua divisa da Uomo scrittore, che tiene fra le braccia quel micio, con quello sguardo: due animali che si sanno (prendere lasciare sentire vedere)
Questa foto (un Ernest così morbido e inusuale ai miei pensieri) e il suo suicidio, mi hanno sempre portato verso di lui: un giorno supererò quei valichi che mi allontanano dal piacere di leggerlo, so bene che prima o poi tutti i suoi libri, acquistati con diligente premura nonostante la mia non-lettura protratta e decisa, saranno ponte fra noi.
Perché poi, dopotutto, anche Hemingway amava i gatti.