About me

Le mie foto
.m.
che poi a descriversi si fanno solo delle gran figure di merda, sempre.
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venerdì 20 novembre 2009

antefatto, fatto e conclusione

0 cra cra
(intro d'uso)
dopo aver fatto click su completato puoi iniziare.
dopodiché, solo dopo di che, puoi finire quello che hai iniziato dopo completato.

(prequel)
tentativi ridicoli nella loro ripetizione costante di un tentativo: inserire un'immagine senza cornice da qualche parte, qui, su questa piattaforma.
ridicoli per il risultato stesso degli stessi: un buco bianco.

(fatto in sé)
al tentativo N ecco che il completato da cliccare sfocia in una conseguenza toccante:
l'inizio può cominciare, finalmente!, la foto si visualizza, la piattaforma è stata ragguagliata dei nostri ridicoli tentativi.
tutto è bene quel che finisce.

(non ci sarà sequel, non venderemo mai i diritti, nemmeno quando scadranno)

immagine incriminata e soggetto dell'atto iniziale e conclusivo che fungono da introduzione al resto:


questa foto qua, scattata a tunaria, doveva essere il cosiddetto La per tutt'una serie vorticosa e ragguardevole di pensieri in riga.
invece i tentativi esposti poco sopra mi hanno snervati e ho dimenticato cosa stava facendo/pensando laura di così interessante da avermi spinto a cercare questo scatto trovarlo per caso e decidere di scriverci su due righe per tre.

saranno gli sproloqui su vaccini e virus A e H e compro una consonante rara che le vocali mi annoiano. (consonante impronunciabile in arrivo)
sarà il corpo carbonizzato di Blenda che non sarebbe dovuto piacere a chi poi? a troppi che.

sarà che ho il cervello stanco.
sarà che ho bisogno di mare.

andare in piscina mi aiuta a respirare meglio, a sentirmi meno lontana dalla rena, ma mi mancano le onde e il sale.

fine.
(per oggi)



mercoledì 18 novembre 2009

a quei colori

1 cra cra


Far far

Far far, there’s this little girl
she was prayin' for something to happen to her
everyday she writes words and more words
just to speak out the thoughts that keep floating inside
and she’s strong when the dreams come cos’ they
take her, cover her, they are all over
the reality looks far now, but don’t go oh oh

how can you stay outside?
there’s a beautiful mess inside
how can you stay outside?
there’s a beautiful mess inside

far far, there’s this little girl
she was prayin' for something good to happen to her
from time to time there’re colors and shapes
dazeling her eyes, tickeling her hands
they invent her a new world with
oil skies and aquarel rivers
but don’t you run away already
please don’t go oh oh

how can you stay outside?
there’s a beautiful mess inside
how can you stay outside?
there’s a beautiful mess inside
take a deep breath and dive
there’s a beautiful mess inside
how can you stay outside?
There’s a beautiful mess
beautiful mess inside

oh beautiful, beautiful

far far there’s this little girl
she was prayin' for something big to happen to her
every night she ears beautiful strange music
it’s everywhere there’s nowhere to hide
but if it fades she begs
“oh lord don’t take it from me, don’t take it to yourselves”

I guess I’ll have to give it birth
to give it birth
I guess, I guess, I guess I have to give it birth
I guess I have to, have to give it birth
there’s a beautiful mess inside and it’s everywhere

so shake it yourself now deep inside
deeper than you ever dared
deeper than you ever dared
there’s a beautiful mess inside
beautiful mess inside


(traduzione zoppicante)

Lontano lontano, c’è questa piccola ragazza
pregava che qualcosa le accadesse
ogni giorno scrive parole e ancora parole
solo per portar fuori pensieri che le fluttuano dentro
e lei è forte quando arrivano i sogni, perchè loro
la prendono, la coprono, sono in ogni dove
la realtà sembra lontana ora, ma non andare

Come puoi startene fuori?
c’è una bella confusione dentro
Come puoi startene fuori?
c’è una bella confusione dentro

Lontano lontano, c’è una piccola ragazza
pregava che qualcosa di buono le accadesse
di tanto in tanto ci sono colori e forme
che le abbagliano gli occhi, solleticando le sue mani
inventano per lei un nuovo mondo con
cieli (pitturati) ad olio e fiumi ad acquerello
ma non andartene già ora
perfavore, non andare oh oh

Come puoi startene fuori?
c’è una bella confusione dentro
Come puoi startene fuori?
c’è una bella confusione dentro
prendi un profondo respiro e tuffati
c’è una bella confusione dentro
Come puoi startene fuori?
c’è una bella confusione
bella confusione dentro

Oh bella, bellissima

Lontano lontano, c’è questa piccola ragazza
pregava che qualcosa di grande le accadesse
ogni notte ascolta una bella e strana musica
è dappertutto che non c’è posto in cui nascondersi
ma se svanisce, lei implora
“oh signore, non portarla lontano da me, non prenderla con te”

Immagino di doverla far nascere
farla nascere
suppongo, ritengo, credo di doverla far nascere
immagino di doverlo fare, farla nascere
c’è una bella confusione dentro ed è ovunque cosi

Perciò scuotiti nel profondo ora
più in profondità di quanto tu non abbia mai osato
più in profondità di quanto tu non abbia mai osato
c’è una bella confusione dentro
bella confusione dentro


Yael Naim

(ci sono quei momenti che vanno in loop: la testa assorbe.
senza quasi filtro, ci si deve proteggere dai propri stessi pensieri.
ci sono quei momenti in cui è assai più auspicabile non cercarle le parole, non portar fuori proprio niente, ma lasciar fare alla musica, a quelle forme, a quei colori che abbagliano gli occhi seppur chiusi: è meglio ascoltare, ascoltarsi, senza chiedere, senza chiedersi. e ondeggiare, cullandosi, soli)
--- ho bisogno di un nuovo obiettivo: un gruppo di lenti che mi faccia entrare dentro i pulviscoli, un vetro che mi faccia attraversare i confini del piccolo piccolo, dell'infinitesimale e me lo avvicini alle guance, alle ciglia. ho bisogno di un obiettivo macro, inizia a diventare una necessità ---




martedì 17 novembre 2009

Il peso dell'ebbasta

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Quando ogni due pensieri uno è una bestemmia, una parolaccia se l'autocontrollo non è rimasto troppo a lungo aperto fuori dal frigorifero.
Quando poi la giaculatoria maledetta s'intensifica a pensieri alternati.
Quando poi ogni tot di silenzio si dà voce al pensiero.
Quando poi ogni tot di voce ecco l'urlo.
(bestemmia corale)

Ed ecco che vorrei avere solo dei sassi in tasca.
Tanti sassi.
Libero le dita dai pochi anelli rimasti per evitare movimenti inceppati.
Durante il lancio di sassi non ci si può permettere nemmeno una falsa partenza.
Ci sono sempre i sassi degli altri:
pronti a piombarti in testa al minimo segno di cedimento, alla prima esitazione.
Ecco perché tolgo gli anelli (e i bracciali) e non prendo nemmeno la mira: lancio prima che il tempo mi si ritorca contro.


#

giovedì 5 novembre 2009

gratta la gatta

0 cra cra
(in questa foto non volevo fare una foto ad una gatto in quanto tale, ma ad uno stato mentale, non so se ci sono riuscita, adesso la faccio sedimentare un po' e poi vedo)

gratta e mugula con il muso serrato a chiudere i denti.
gratta e gratta che sbuccia gli ulivi
e si sente che nasce in fondo questo bisogno di duro, di artiglio.
e dovrei provarci, come lei, sguardo fisso e unghie in fuori:
perché sono proprio stanca sotto sotto
e la paura di non fare le cose giuste, tutte
e bene, a volte m'attaglia
e fingo di stare al gioco,
ma tremo poi, da dentro, come una foglia.




domenica 25 ottobre 2009

con dedica del zacco

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La corsa verso il successo non accenna a rallentare e non sei disposto a fermarti neppure di fronte all'ostacolo più tortuoso o insormontabile. Il riconoscimento economico per te è importante, ma altrettanto lo è lo scambio emotivo, e non solo nel rapporto intimo. Non preoccuparti se alle persone che frequenti ciò che a te piace può apparire insignificante. Prosegui nei tuoi intenti, come è nel tuo stile, del resto.


e questo è il cazzo di oroscopo per l'Acquario di oggi, per dirla alla francese.
e questo è quello che penso:
proseguire, al di là delle altrui insignificanze
proseguire, al di là di quanto poco rispetto
proseguire, che poi i miei intenti, ora come ora, sono i nostri.

quindi una foto con dedica agli insormontabili del caso:
suck!

(foto dall'archivio personale del tour parigino dei musei con la mia d70 al collo, lo so, ci sarebbero state moolte altre cose da fotografare, ma tutti a fare le foto fighe, io ho pensato: scatto particolari del cazzo, ecco: passatemi i calembour francesi, eheheh!)



giovedì 22 ottobre 2009

dazed and confused

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gira che ti rigira:
le guerre sono al contrario
e ora non ho voglia di spiegarvi perché.

sono i fantasmi a farci da sostegno, sono le ombre a ripararci da certe luci, sono le assenze.
il resto è fuffa.
(muffa)



lunedì 19 ottobre 2009

il silenzio che tuona

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in quei giorni che il cielo è tutto un nuvolo.
quando ho scattato questa foto era buio.
quando ho scattato questa foto ho aspettato 13 secondi prima di finire il click.
e c'è un filo, a lato, vicino agli alberi, che in realtà è un fulmine silenzioso.

quando poi riguardi certi cieli ringrazi gli occhi che li hanno decisi fermi.

(oggi è una nausea d'azione)



mercoledì 14 ottobre 2009

questo quello che cercavo di dirti

3 cra cra

Ti potrebbe capitare di desiderare fortemente un momento di pace, di tranquillità; di sentire il bisogno di raccogliersi in te stesso e meditare. Asseconda questo bisogno: facendo chiarezza dentro di sé, spesso, migliorano anche i rapporti con gli altri.


questo il mini oroscopo per qualche Acquario.
questo quello che cercavo di dirti ieri.

ci sono momenti in cui solo silenzio.
solo silenzio.



venerdì 9 ottobre 2009

da-dentro

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quando l'angolo si piega, diventa linea retta?
come dire che: se sei al contrario e ti metti al contrario risulti nel verso giusto, per lo più, per i più.
pio pio, fa il pulcino.
quello che poi lo stritolavi quando gli davi le mollichine di pane, da bambino.
già, pio.
ma di certo non santo.

da dentro, le cose sono molto più sporche che pie, molto più arrugginite e salate.
da dentro, le cose (e le situazioni) sono molto più vecchie, tipo che hanno odore di chiuso, anche vicino alle finestre aperte.
da dentro, le cose (e le persone) hanno molte più viti, congegni, ingranaggi, incroci e meno vita.
più e meno.

(ma chi cazzo siamo noi italianetti del caspio per dire e ridire qualcosa sugli 'ammerecani' quando loro hanno un presidente e noi un lestofante e tutto il resto della congrega? mi facciamo schifo)

mercoledì 7 ottobre 2009

ruota

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ma cosa credete... che sia facile?
tutto campi di maggio e felicità?

(poi fingo stupore quando mi ritrovo più in sintonia con i genitori dei miei coetanei, piuttosto che con i miei coetanei!)

ci sono momenti in cui ne farei un solo fascio.
un grosso e unico fascio, di tutti.

nemmeno la sentenza della corte costituzionale mi ha riempito il sorriso:
si teme il solito corso.

ma la ruota gira, mi ripeto, gira.
per forza, sennò e che mischia! vado a piedi.
ma cosa credete...





lunedì 21 settembre 2009

è una riunione di rondini

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Oggi sopra questo tetto di campagna, una riunione di rondini.
Decidono quale caldo scegliere casa prima dell'arrivo del brutto freddo.
O forse sono solo ad una festa di laurea, ad un compleanno, un'occasione sociale.
é una riunione di rondini questa in piena regola, non può essere una riga di festa.
Anche i gatti da sottinsù guardano coi baffi dritti: sarà mica primavera d'autunno? Forse si chiedono.
Ma quando mai una rondine ha fatto primavera da queste parti... Miei cari felini, questi volatili si stanno solo mettendo d'accordo:
Quale dei cieli d'Africa accoglierà i loro voli acuti e rapidi.
Così le rondini si salvano dall'inverno, valutando insieme la direzione tiepida migliore.

#

domenica 20 settembre 2009

It's a very, very mad world

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(quand'ancora fumavo, scattata dal mio mr. V durante la nevicata del passato inverno brianzolo)


Mad World
All around me are familiar faces
Worn out places, worn out faces
Bright and early for their daily races
Going nowhere, going nowhere
Their tears are filling up their glasses
No expression, no expression
Hide my head I want to drown my sorrow
No tomorrow, no tomorrow

And I find it kinda funny
I find it kinda sad
The dreams in which I'm dying
Are the best I've ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It's a very, very mad world mad world

Children waiting for the day they feel good
Happy Birthday, Happy Birthday
Made to feel the way that every child should
Sit and listen, sit and listen
Went to school and I was very nervous
No one knew me, no one knew me
Hello teacher tell me what's my lesson
Look right through me, look right through me

And I find it kinda funny
I find it kinda sad
The dreams in which I'm dying
Are the best I've ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It's a very, very mad world ... world
Enlarge your world
Mad world



rientrando da cagliari al buio metallico nell'abitacolo di una decennale utilitaria ho pensato a quante volte l'altro giorno ho smesso di vivere desiderando forte la trasparenza come quella della neve che sparisce in acqua dopo un attimo che la tieni fra le mani.
e certi pensieri ti fanno pensare.

e questa versione di jules mi piace molto più dell'originale dei Tears for Fears in cui il cantante sembra non riuscire a bastarsi il fiato, anche se però c'è da ammetterlo: la musica della Lacrime è decisamente più incisiva.





mercoledì 9 settembre 2009

Quell'odore buono di pioggia

1 cra cra

Ne è satura l'aria che gentilmente soffia di vento: come prima di un temporale.
Ogni foglia d'ulivo, d'ogni ulivo, fin'all'ultimo nato storto e inatteso, ha rivolto il proprio verde verso le appena nuvole: presto si scioglieranno e noi dobbiamo essere pronte ad accoglierne il pianto.
Ogni anno, credo di sì, da sei anni, in questo giorno fondo, quell'odore buono di pioggia rasserena il mio mare mesto che ondeggia al centro del torace: il temporale mi rasserena, esatto!, regalandomi un sorriso all'indietro.
Nel senso che:
rovescio il capo, assaporo i colori con gli occhi chiusi, apro tutti i nasi e mi riempio di quasi pioggia, di un pianto che non è amaro, che non è dolce, ma è buono.
Ed è ancora più grande del mio.

(Ed in fondo, in questo giorno fondo, mi sento di dirlo: ringrazio il Dolore che mi rischiara la vista, che mi permette una vita ancora più intensa, moltiplicando sempre tutto per due. Anche le gocce di pioggia)

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domenica 6 settembre 2009

Come una mischia

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Giustappunto, ogni cosa, fino alla più piccola briciola di mondo, è conseguente alla scelta che.
E non vale il motto ma io non volevo, no, non vale.
E nemmeno quello de ma io non ce la faccio, no, ancora meno.
Ogni cosa, come una mischia di sassi, porta il suo peso preciso: sia di conseguenza sia di risultato.
Non è questo il momento di lasciar perdere.
Si tratta ancora una volta di capire cosa significa lasciare che le cose siano: il controllo si dirige tutt'intero nel ridimensionamento di questo benedetto ego maledetto che tutto crede che tutto vuole che tutto tutto ma spesso nulla stringe, mica sugli altri e su quell'inutile e malsano tentativo di regolarne pensieriopereomissioni (mea culpa)


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sabato 29 agosto 2009

Buoni esempi al contrario

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Guardandovi mi giuro che da voi imparerò bene come non denigrare la gioia altrui.

Negativi fuori misura: mi avete sempre offerto il buon esempio di ciò che non voglio essere.

Grazie oltremodo.

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martedì 25 agosto 2009

Laura di viaggio (impressioni al passo)

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(uno scatto col 50mm sull'arenaria di uno dei posti più belli che la mia isola mi abbia mai offerto in dono)

Laura vede restare, mentre lei passa, tutte quelle donne dalla pelle scalza ad attendere l'aria fresca.
Sedute, queste femmine, sugl'usci lisci di vecchie case basse, ti guardano rapide proprio in mezzo agli occhi
come con un tramonto marino: vista panoramica, nessun dettaglio minimo, ma ottima visione d'insieme.
E con quella mano fra i soliti capelli di signora, ti guardano laura che passi curiosa,
inconsapevoli dei disegni allungati che le loro ombre lasciano a riposo sotto ai tuoi passi,
svelti e attenti, loro, ad ogni sasso.



venerdì 21 agosto 2009

una distratt'anomalia

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(per la prima volta da quando un'anima buona mi ha regalato la d70, mi sono tirata dietro la piccola con una sola batteria e scarica: qualche giorno fa, due scatti veloci e l'ho riposta dimenticando di spegnerla. ieri sera dopo una giornata a spirale, distratta, ho preso la fedele nikon, l'ho vestita col 50mm, a festa, e non le ho dato da mangiare una batteria carica... quindi questo piccolo e unico scatto anomalo è stato fatto da un videofonino che cerca di sopravvivere nonostante l'annegamento di due giorni fa)
Alta sui naufragi
dai belvedere delle torri
china e distante sugli elementi del disastro
dalle cose che accadono al disopra delle parole
celebrative del nulla
lungo un facile vento
di sazieta' di impunita'
Sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza sta la maggioranza sta
Recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie
coltivando tranquilla
l'orribile varieta'
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine

Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanita' di verita'
Per chi ad Aqaba curo' la lebbra con uno scettro posticcio
e semino' il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
con improbabili nomi di cantanti di tango
in un vasto programma di eternita'
Ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
e' appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere

Smisurata preghiera


proprio ieri mattina pensavo al rosario: a quanto sarebbe magico se ripulito da tutta quell'ambizione, quella perversa ignoranza che ne declama i misteri, le poste, i grani.
e poi sono andata a sentire Cristiano De Andrè, a Cagliari, in quell'anfiteatro romano i cui ruderi sono ricovero per capperi e formichine rapide.
è stato un concerto prezioso, utile alla riflessione, all'autoindulgenza laddove necessaria perché talvolta si è sassi proprio contro se stessi.
sono state lacrime, come di linfa, più che di pianto.
e quindi, a proposito del rosario del mio pensiero d'incipit, Cristiano ha deciso per una Smisurata preghiera, per quella canzone che chiude Anime Salve, per quelle parole che dicono tutto quello che c'è da vedere:
"la maggioranza sta
Recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie
coltivando tranquilla
l'orribile varieta'
delle proprie superbie"

che a risentirle così vicine, di voce, di pelle, mi sono data una preziosa risposta.
inestimabile proprio perché non avevo posto domanda alcuna.



domenica 16 agosto 2009

dopo una giornata così

1 cra cra
(piscinas 09, prove col grandangolo tokina)
calda, ma il torrido l'abbiamo lasciato per le strade, in viaggio in questa giornata calda, a cuor leggero.
sto capendo a livello molecolare quanto il Tempo sia questione di materia, di spazio, più che di momento.
il Momento è il movimento.
e il movimento concorre a definire lo stato, ergo: siamo in viaggio a livello atomico, nel più profondo dei nostri spazi infiniti.
anche in stato di piatta, in effetti, siamo il movimento vitale stesso, in quanto conglomerati di momenti che esistono in tutti i loro spostamenti potenziali possibili.

dopo una giornata così, a sentire ogni passo sulla rena trascorsa, ho il respiro tondo.
che sa di buono e cioccolato, o cose simili.
e non me ne frega niente di quell'ammasso di omuncoli, di cortecce, di sterpaglia, di cose non meglio definite che formano l'Attrito Universale, altrimenti detto anche: rottura di coglioni.

oggi il mio equilibrio è stato un bel viaggio senza falsi acuti.
dopo una giornata così, posso dire senza motivo tangibile di essere felice.



sabato 15 agosto 2009

sciaff!

0 cra cra
(capopecora, luglio 09, prove di sciaff! evitando gli schizzi sull'obiettivo: difficile, mooolto difficile... sono o non sono un fotoreporter dei miei coglioni?!?)

sono qui perché fondamentalmente non ho niente da dire.
sto raccogliendo riposo e fischio alla rabbia che rumina paglia: me ne fotto di quanto mastichi, non mi digerirai facilmente, vaccabestia!

tutto questo perché non mi va di cedere, lo stato di rabbia mi rende così banale, così debole.

sono qui perché non ho un cazzo da dire e sono qui davanti da un bel paio di ore: saluta gli amici, ma come stai?, controlla la posta, per fortuna l'antispam funziona, descrivi minuziosamente la stanchezza senza parole, a che punto sei?, diciamo che sono solo alcune delle non-azioni che friggono il tempo di fronte ad un LCD di ferragosto.

prima di qualunque intuizione, prim'ancora di sapere che è percezione, arriva fulminea l'immagine: sciaff!
è così che si procede alla scoperta del mondo.

e pensare ci sarei stata io, credetemi, non aiuta l'immaginario.
anzi, è proprio da donnine sciocche montare se e ma come fossero sostegni olimpici, ogni scelta comprende la propria esclusione.
amen

(poi a mente libera vi dirò di quanto in italia se non sei fascista DEVI essere comunista e se non sei NEMMENO comunista, diventi pericoloso per la tua ambiguità... e oltre)



Tra le mani

0 cra cra

" Credi di poter prendere l'universo tra le mani
e renderlo perfetto?
Non penso che si possa fare.

L'universo è sacro.
Non lo puoi perfezionare.
Se lo vuoi cambiare, lo distruggi.
Se lo vuoi possedere, ti sfuggirà.

Così le cose accadono, a volte prima, a volte dopo.
Talvolta respirare costa fatica, altre no.
Qualche volta c'è forza, qualche volta debolezza.
Qualche volta ci si sente trasportare verso l'alto, altre oppressi.

Per questo il saggio evita l'esagerazione,
la dismisura, la soddisfazione di sé. "

(Lao Tse)

Oggi è malinconia in luna calante, ma paziente.
Mi sento colma di gratitudine, seppur sfinita.

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giovedì 13 agosto 2009

Anche Hemingway amava i gatti

2 cra cra

C'è quella foto di Hemingway, sì quella.

Quella foto che mi ha sempre fatto venire la voglia, di leggerlo, di lui, di capirlo nonostante tutte le mie reticenze.

È lì, in piedi sui suoi stivali da quasi soldato, da sempre cacciatore, quella sua divisa da Uomo scrittore, che tiene fra le braccia quel micio, con quello sguardo: due animali che si sanno (prendere lasciare sentire vedere)

Questa foto (un Ernest così morbido e inusuale ai miei pensieri) e il suo suicidio, mi hanno sempre portato verso di lui: un giorno supererò quei valichi che mi allontanano dal piacere di leggerlo, so bene che prima o poi tutti i suoi libri, acquistati con diligente premura nonostante la mia non-lettura protratta e decisa, saranno ponte fra noi.

Perché poi, dopotutto, anche Hemingway amava i gatti.



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